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Pubblicato il 25 aprile 2013 da Monica Di Fabio in Notizie
 
 

Nicola Dragani e Fabrizio Sacco, una cucina per due


 

Nicola Dragani

Nicola Dragani

Ha cominciato lavando i piatti, poi, una tartare di tonno e fragole gli ha cambiato la vita. Oggi Nicola Dragani, il Mallo della passata edizione di Masterchef, anche se non è arrivato al podio la sua vittoria l’ha vista crescere: stanno per uscire due libri, uno di storie di cucina e l’altro di ricette, la cucina va a gonfie vele, la musica, altra sua passione, lo accompagna sempre e se gli chiedi come si definirebbe adesso, tentennando dice “quasi cuoco”, incalzato ammette: “Va bè dai, quasi chef”.

Fabrizio Sacco

Fabrizio Sacco

Ma la storia che vogliamo raccontare non riguarda solo lui. Al Caffé delle Merci di Pescara, dove, tartare dopo tartare la sua fama è cresciuta, c’è anche Fabrizio Sacco, l’amico, il socio, il talent scout, il sostenitore, il compagno di cucina, anche. Insieme, dopo Masterchef hanno messo in piedi Kifood, impresa di catering, banqueting e cucina a domicilio molto richiesta e così tanto ambita che tempo fa Nicola su Facebook ha dovuto precisare che non si trattava di un ristorante, perché tanti volevano andarci a mangiare.

fanimerciAmici dal 2004, hanno cominciato con l’accogliere gente nello stabilimento L’Oasi di Morgan a Silvi Marina. “La nostra amicizia è un’alchimia nata per caso”, dice Fabrizio guardando Nicola che gli siede accanto sprofondato nel suo cappello. Dinoccolato e silenzioso il “quasi chef”, ma preciso e acuto negli sguardi. Espansivo e vulcanico l’altro, ingegnere con la passione per il design, il bello, l’accoglienza raffinata, quella che trovi nei colori dei suoi piatti, in quelli delle Merci e nei particolari di uno dei locali più frequentati dalla gioventù in giro per la città e non solo da quella. “Col tempo si sono definiti anche i ruoli fra noi – spiega Fabrizio – Lui il talento, io la gestione della sala, l’accoglienza, l’estetica dell’impiattamento. Ma è un’alchimia che funziona, andiamo d’accordissimo”.

nicoSacco ha fatto il tifo per Dragani, quando i tre giudici di Masterchef mettevano a dura prova la sua calma e la sua timidezza: “Esperienza bella ma tostissima – la ricorda Nicola, che ha ereditato dalla mamma originaria di Villa Santa Maria la passione per la cucina – Non l’avrei mai considerata un’opportunità, poi la mia compagna mi ha iscritto ai casting e si è rivelata come tale. Ho fatto il provino, sono piaciuto e mi sono ritrovato in gara conquistandoli proprio con una tartare di tonno”. La vincitrice? No comment. Il clima? “Sono riuscito ad imparare tanto da Cracco, Bastianich e Barbieri”. La mamma? “E’ stata molto contenta di vedermi in tv e di vedere che cosa sapevo fare. Avevo tredici anni quando ho cominciato a cucinare, ricordo una pasta e fagioli con le sagne fatte a mano. Poi ho smesso per la musica e poi è tornata la cucina”. Consegna del silenzio finché la serie non è finita, i consigli degli amici e i gruppi d’ascolto a Pescara perché andasse avanti e poi il ritorno.

fa“Masterchef è stata una cosa importante – spiega Fabrizio – un treno che passa una volta. Doveva prenderlo. Inoltre, timido com’è, è stata anche una terapia d’urto per lui, oltre che un’opportunità per entrambi. Ora infatti c’è Kifood e sta andando bene, perché possiamo esprimere in modo creativo il nostro ideale di cucina, basata sulla fantasia, su sapori freschi e materie prime di qualità. Era un progetto che avevamo parcheggiato, sull’onda lunga della tv l’abbiamo ripreso e messo in piedi. Volevamo qualcosa di nostro, che ci consentisse anche di arrivare ad un pubblico più ampio. E sta funzionando”. Fabrizio a cucinare ha cominciato nelle retrovie di Kitchen, il ristorante aperto nel 2000 a Pescara vecchia, poi, nello stabilimento balneare si è messo nelle mani di un cuoco: “Mi ha insegnato i rudimenti e ho cominciato a cucinare qui e lì imparando ogni giorno una cosa nuova. Il mio primo piatto? Uno spaghetto alle vongole, ho imparato al mare”.

Mentre preparano per L’Abruzzo è Servito la famosa Tartare di Tonno con fragole, puntarelle e pepe,  si continua a parlare di talento.

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“Certo, la formazione ci vuole, ma se uno ha talento è giusto che abbia un’opportunità”, dice Nicola. “Possiamo considerare i talent show culinari una scorciatoia – aggiunge Fabrizio – ma chi è in gamba va avanti”. Si parla anche dell’enogastronomia diventata di moda in Italia e in Abruzzo: “Moda fino ad un certo punto, questo è un lavoro che occupa totalmente il tuo tempo se vuoi farlo bene, perciò è difficile, ovunque, anche da noi”, dicono.

tartamerciBello, buono e fresco, questo il loro must, tanto radicato che vorrebbero farne l’anima di un’idea dedicata ai bambini: “Abbiamo un progetto da costruire, con il Comune, per entrare nelle scuole, parlare di stagionalità degli alimenti e lavorare con l’alimentazione dei bambini”, dice Nicola. “Se quello che proponi è bello, ma non è buono, che senso ha? – aggiunge Fabrizio – Qui alle Merci siamo sensibili al bello e al buono e lo stiamo cercando anche su percorsi alimentari alternativi. Una nostra collaboratrice, ad esempio, era intollerante al glutine e ci ha aperto una via nuova. Lavoriamo molto con la frutta fresca e il pesce, fragole, fichi insieme a polpo, uova di lompo, scampi, siamo sensibili ai prodotti tipici, come lo zafferano, l’olio, la pasta e la carne a chilometro zero, il pecorino, usiamo materie di qualità perché fanno parte del nostro patrimonio e perché producono piatti qualitativamente alti. Ma non si disdegna ciò che arriva da fuori, come il Patanegra, che ci ha davvero conquistato”.

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Davanti al piatto finito resta un dubbio su Nicola: e la musica? Dj per anni, house, il suo genere, si è un po’ addolcito ma non è cambiato, doveva fare un nuovo disco che ha accantonato per la cucina: “Magari in futuro riesco a fare le due cose contemporaneamente – dice – un programma di cucina abbinato alla musica per esempio, sarebbe bello, ci sto pensando”. E una performance magari potrebbe arrivare con l’Expò di Milano: “Beh, sarebbe figo esserci – conclude Fabrizio – Il mondo della comunicazione è un bel mondo in cui navigare e ricavarsi uno spazio. Il cammino è cominciato per noi, sarà bello vedere dove ci porterà”.

(Foto Di Peco)

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Monica Di Fabio