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Pubblicato il 27 marzo 2013 da Simona Giordano in Notizie
 
 

Angela Cercone: “Il mio sogno è cucinare nel bosco”

Angela Cercone, maestra, cuoca e ristoratrice
Angela Cercone, maestra, cuoca e ristoratrice
PACENTRO – Da anni combatte per riavere il suo ristorante, un piccolo chalet nascosto tra gli alberi silenziosi di Fonte Romana, un bosco sconfinato che si distende sulle pendici del Monte Morrone. Angela Cercone è una donna ostinata, lavoratrice instancabile, cuoca sopraffina che custodisce nello scrigno della sua memoria antichi segreti della cucina abruzzese. Eppure oggi prepara i suoi piatti solo per iniziative di beneficenza perché il suo piccolo locale, gestito per anni con passione e sacrificio, è ancora sotto sequestro a seguito degli esiti di un’infinita serie di ricorsi contro decisioni e provvedimenti presi dall’amministrazione comunale di Pacentro e dal Commissariato Usi Civici dell’Abruzzo.
Fonte Romana, un bosco incantato. Suo padre, Giulio Cercone, non poteva immaginare che sarebbe finita così quando, nel 1952, scoprì l’incanto della natura selvaggia del bosco di Fonte Romana, in occasione di una festa della montagna. «Pensò subito allo sviluppo turistico che quel luogo avrebbe potuto avere», racconta Angela. «L’amministrazione comunale di Pacentro gli permise la realizzazione di un punto di ristoro e tutta la nostra famiglia iniziò a lavorare per farlo funzionare. Negli anni Settanta, le estati diventarono troppo fredde e mio padre decise di chiudere il locale e tornare a Pacentro».

Nel suo paese, Giulio Cercone crea un altro punto di ritrovo per appassionati della cucina abruzzese, il ristorante “Caldora”, che diventa famoso in poco tempo. «Abbiamo subito puntato sulla gastronomia abruzzese servendo piatti che poi sono diventati richiestissimi, come i crostini con patè di fegato di agnello, le pappardelle coi funghi, i ravioli alla paesana, la chitarra» prosegue Angela. «Lavoravamo davvero tanto, ma il cuore di mio padre era rimasto a Fonte Romana e così decidemmo di lasciare il ristorante ai miei fratelli e tornare in montagna».

Il ristorante a Fonte Romana

Il ristorante a Fonte Romana

Il ritorno. Senza elettricità, con una piccola stufa, un frigorifero portatile, ricomincia l’avventura a Fonte Romana di Giulio Cercone e di sua figlia Angela, che può contare anche sull’aiuto del marito, Gino De Chellis. All’odore della terra umida che sale tra i faggi, si mescolano i profumi della cucina abruzzese, piatti genuini e nutrienti saziano escursionisti e turisti che scelgono di trascorrere le loro giornate a contatto con la natura. «Il locale cominciò ad andare bene, anche se lavoravano solo a pranzo» ricorda Angela, «ma nel 1991 mio padre morì. Io e mio marito sapevamo che il terreno era demaniale e chiedemmo all’amministrazione comunale di Pacentro di poter proseguire il nostro lavoro. Il sindaco ci disse di presentare una richiesta per la sdemanializzazione, assicurandoci che avrebbe risposto positivamente. Sono iniziati così i nostri guai».

La chiusura. L’amministrazione comunale cade e il nuovo sindaco fa chiudere il locale. Comincia la guerra a colpi di ricorsi che dà ragione alla famiglia Cercone. Angela riapre, provvede anche all’elettrificazione, ma da quell’anno in poi la possibilità di svolgere la sua attività sarà sempre legata agli esiti di una battaglia legale che la vede protagonista di proteste clamorose. Nel 2002, blocca  le ruspe che stanno realizzando un acquedotto nei pressi del locale, nel timore che possano danneggiarlo. L’anno successivo si incatena davanti al ristorante e raccoglie tremila firme per chiederne la riapertura.

Il braccio di ferro va avanti fino a giugno 2009, quando, a seguito di un sopralluogo della Protezione Civile per valutare gli eventuali danni causati dal terremoto del 6 aprile, il locale viene posto sotto sequestro. «Il sopralluogo si era concluso con esito positivo», spiega Angela «Il locale era stato dichiarato agibile, anche se era stata segnalata la presenza di travi spingenti. Per questo motivo ci hanno fatto chiudere. Nel frattempo, si sono pronunciati gli Usi Civici dell’Aquila annullando tutti gli atti concessori precedenti». Angela non si dà per vinta, presenta un nuovo ricorso al Consiglio di Stato e, attualmente, è in attesa della sentenza.

Il sogno svanisce.«Il sogno di una vita è andato perduto, non riesco a farmene una ragione», commenta amaramente «La mia esistenza è cambiata e mi sono dedicata a una cura maggiore dello spirito, ma continuo a chiedermi perché mi sia accaduta questa vicenda». Il nuovo percorso intrapreso ha riflessi anche sul suo modo di cucinare, più attento alla salute. Angela utilizza per la preparazione dei suoi piatti farina integrale, di kamut, di grano saraceno, di solina, di saragolla, predilige il “biologico” grazie ai contatti che ha stabilito con produttori della zona, coltiva un orto sinergico, una spirale verde  dove le forze degli ortaggi e delle erbe si aiutano tra di loro, concimando la terra e tenendo lontano insetti dannosi e parassiti. La cucina abruzzese resta sempre nel suo cuore, ma la contamina con ingredienti nuovi. «Avevo già avviato questo cambiamento nella preparazione dei piatti del ristorante e i clienti lo stavano apprezzando. Ora posso farlo solo nella cucina di casa mia. Modifico un po’ le ricette della tradizione. Quando, ad esempio, faccio i maccheroni alla chitarra, utilizzo la farina di kamut o di saragolla. Quando preparo il ripieno di ravioli, utilizzo una ricotta di capra. Nelle crespelle metto due bianchi di uova, un uovo intero, latte di soia e farina integrale. E’ un’alimentazione più proteica e, secondo me, più salutare».

Gli amanti della cucina abruzzese doc storceranno il naso ma, almeno per ora, non c’è modo di far gustare loro le prelibatezze preparate da Angela perché cucina solo per gli amici e in occasione di iniziative di beneficenza organizzate per raccogliere fondi per la parrocchia. Il sogno resta quello di tornare nel “suo” ristorante, di respirare l’odore della montagna che si mescola al profumo dei suoi piatti, antichi e nuovi, da assaporare ascoltando il sussurro delle foglie.

 

Cheese cake al sapore di bosco. Ed ecco la ricetta che Angela regala ai nostri lettori, una cheese cake rigorosamente light.tortaangela

Ingredienti: 1,2 kg di ricotta di mucca, 2 bicchierini di limoncello, buccia di un limone grattugiata, 100 gr. di fruttosio, 4 bianchi d’uovo, more, 300 gr. di biscotti, olio d’oliva.

Battere a neve i bianchi d’uovo, aggiungere delicatamente la ricotta, già lavorata con  il fruttosio, il limoncello e la buccia di limone. Mescolare da sotto a sopra. Tritare i biscotti e lavorarli con un po’ di olio per ammorbidirli. Metterli in una teglia rotonda e infornarli per 10′ a 180°. Farli raffreddare e versarvi sopra la ricotta. Informare per 20-30′ a 180°. Una volta uscita dal forno, la torta si sgonfierà. Farla raffreddare e aggiungere le more o scaglie di cioccolata.

 

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Simona Giordano