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Pubblicato il 30 maggio 2013 da Monica Di Fabio in Rubriche
 
 

Cena al buio a L’Aquila: mangiare dentro il mondo di chi non vede

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«Il bello del buio è che ci si deve aiutare uno con l’altro. Ci si sente più umani. Le maschere spariscono. Contano solo la fiducia e l’ordine: andare insieme è fondamentale». Mangiare così per chi ha il dono della vista può essere un’esperienza nuova, o, magari, un viaggio nella dimensione di chi quel dono non lo ha avuto, o lo ha perduto, da fare perché mettersi nei panni degli altri aiuta tutti a vivere e comprendere meglio. Per questo l’Unione Italiana Ciechi organizza le Cene al Buio. La prossima sarà a cura della sezione aquilana dell’Unione, il prossimo 5 giugno, presso il Moon Village a Lucoli.
Per molte ore lo staff lavorerà per annullare ogni spiraglio di luce, ogni led. Il risultato è : nero ovunque.
I non vedenti allestiranno la sala, accompagnando i commensali, servendoli a tavola. Entrare nella sala destinata alla cena non è difficile: basta dare la mano a chi ti precede. Ma occorre fidarsi, pienamente.

Cenare al buio, nella più totale oscurità. Assaporare, gustare… senza vedere, come detto equivale a un vero e proprio viaggio al buio, attraverso l’olfatto, il tatto, il buiogusto e l’udito per scoprire con meraviglia le potenzialità di tutti i sensi, ma soprattutto un’occasione per avvicinarsi alla realtà di chi non vede.
“Un incontro organizzato in una sala tenuta rigorosamente al buio, nella quale gli ospiti vengono guidati da personale non vedente per vivere un’esperienza unica, che prima incuriosisce, poi stupisce ed affascina”, si legge nell’invito, che vi rigiriamo perché chi è entrato in questa dimensione, anche solo per una sera, ne conserva un ricordo pieno, multisensoriale. Perché l’ambiente completamente buio, favorisce un diverso e più stimolante percorso alla scoperta del cibo e dei sapori, un viaggio nel gusto che vede impegnati tutti gli altri sensi in un gioco di riconoscimenti che riserverà non poche sorprese.

unioneScopo principale della cena al buio è ridurre la distanza psicologica tra chi ha perso il bene prezioso della vista e chi non ha questo handicap, provando,
solo per qualche ora, quello che una persona cieca vive quotidianamente, scoprendo quanto sia difficile affrontare una situazione così banale, che i minorati della vista compiono nella massima semplicità. Terminata la cena si torna alla luce riscontrando quanto il nostro mondo ipervisivo ci induca quotidianamente a trascurare gli altri… Sensi. Oltre a fare capire le difficoltà che i portatori di questo handicap affrontano anche solo nella semplice situazione di consumare un pasto quotidiano, cenare al buio può essere un’esperienza personale sicuramente affascinante per scoprire le altre potenzialità rispetto alla vista, e affinare l’olfatto ed il gusto con piatti tradizionali della nostra cucina.

Per chi partecipa il menù completo costa 25 euro, il ricavato andrà a sostegno dell’Unione.
per informazioni e prenotazioni 0862/73871 oppure 340/172828

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Monica Di Fabio