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Pubblicato il 24 aprile 2013 da Monica Di Fabio in Notizie
 
 

Coldiretti: la spending review taglia qualità e proteine dai pasti

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Spendere poco per mangiare male. E’ il drammatico risultato della spending review a cui, a causa del crollo del potere di acquisto, sono state costrette in Italia ben sette famiglie su dieci (71 per cento) che hanno modificato la qualità e la quantità dei prodotti. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati sul commercio al dettaglio relativi al mese di febbraio 2013 divulgati dall’Istat che evidenziano un calo complessivo del 4 per cento delle vendite alimentari rispetto allo scorso anno. La diminuzione riguarda tutte le categorie, dagli ipermercati (-5,3 per cento) ai supermercati (-3,9 per cento), ai piccoli negozi (-6,5 per cento), fino persino ai discount, che fanno segnare un -0,1 per cento.

Il risultato è che – sottolinea la Coldiretti – più di un italiano su 10 (12,3 per cento) non è più in grado di sedersi a tavola con un pasto adeguato in termini di apporto proteico almeno una volta ogni due giorni con conseguenze gravi anche per la salute. Il carrello della spesa degli italiani – spiega la Coldiretti – si è svuotato anche dei prodotti base per l’alimentazione con un calo delle quantità acquistate che va dalla frutta (-4 per cento) agli ortaggi (-3 per cento) fino alla carne bovina che registra un calo delle macellazioni del 7 per cento nel primo trimestre nel 2013. A preoccupare – continua la Coldiretti – è anche il peggioramento della qualita’ dei prodotti alimentari acquistati dagli italiani per l’aumento della presenza di cibi low cost realizzati con ingredienti di bassa qualità. Oltre un certo limite – sostiene la Coldiretti – sul cibo non è  possibile risparmiare se non si vuole mettere a rischio la salute Quello della carne di cavallo spacciata per manzo in piatti pronti, ragù e surgelati è un esempio eclatante di una truffa globale sul cibo determinata dal tentativo di comprimere oltre ogni limite i costi come pure è sospetta l’offerta di bottiglie di olio di oliva extravergine a prezzi che non riescono nemmeno a coprire il costo di raccolta delle olive.

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Monica Di Fabio