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Pubblicato il 11 dicembre 2013 da Monica Di Fabio in Altre notizie
 
 

Il porto di Pescara dopo l’alluvione. Interrogazione della Sclocco: scalo inerte

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La quiete dopo l’alluvione ha lasciato un panorama ancora più disastrato del precedente sul porto di Pescara. Oltre ai problemi del dragaggio atteso e limitato rispetto alle esigenze che resusciterebbero lo scalo, la beffa delle imbarcazioni perdute, degli approdi danneggiati, dell’economia rimessa ancora in ginocchio dalla calamità, naturale dopo quella politica e burocratica. Ma ora?

Mari-Sclocco1“Che fine hanno fatto i pareri della VAS per il piano Regolatore Portuale? Occorre che si proceda allo sfondamento della diga foranea. Quali sono i problemi veri che bloccano i pareri?”: se lo chiede in una risoluzione urgente la consigliera del PD Marinella Sclocco. L’atto verrà discusso domani nel consiglio straordinario. Inoltre nel documento si richiedono al presidente e alla giunta, l’impegno a rintracciare le risorse finanziarie per l’attuazione del Piano stralcio difesa dalle alluvioni necessario per la sicurezza della citta’ di Pescara e l’adozione di un piano concreto ed efficace per fronteggiare il dissesto idrogeologico nella città e nella provincia di Pescara (ad esempio utilizzando i soldi delle dune artificiali).

“Tante le occasioni in cui abbiamo discusso dell’emergenza idrogeologica della nostra Regione e quante volte, attraverso question time, risoluzioni, interrogazioni ho chiesto a tutta l’Assise una maggiore attenzione al problema fiume Pescara e Porto Pescara”. “L’ho fatto in questi anni – ricorda Sclocco – per il dragaggio, per gli indennizzi agli operatori portuali e realtà economiche in esse ricadenti. L’anno scorso (febbraio 2012 ndr) ho posto il problema delle abbondanti nevicate e del carico di acque che il fiume Pescara si apprestava a ricevere dallo scioglimento di quest’ultime. Ho ottenuto risposte sconcertanti. ‘Non ci sono fiumei soldi per mettere in sicurezza gli argini’. Ora a disastro avvenuto chiedo ancora una volta maggiore attenzione agli argini del fiume, che come da risposta (inquietante) ad una mia interrogazione del febbraio 2012 gli assessori Di Paolo e Giuliante, hanno ammesso essere pericoloso in quanto i suoi argini non erano in sicurezza data la vetustà degli impianti (1930). Non basta ammettere che il problema esiste. Occorre fare immediatamente qualcosa per fiumeevitare altri disastri. E’ nostro dovere. Non basta dire non abbiamo soldi necessari per mettere in sicurezza il Fiume la cui portata violenta dei giorni scorsi ha sfociato proprio addosso ad un grosso altro problema che deve essere risolto. La diga foranea. Il cui progetto giace ancora e da troppo tempo negli uffici della regione. Queste leggerezze portano poi alla conta dei danni che sono di gran lunga superiori alla realizzazione dei progetti stessi per i quali questa maggioranza deve intercettare le economie per realizzarli. I danni sono stati ingenti e soprattutto non quantificabili quando si registrano vittime. Una sola vita vale molto di più! “Ora dopo le abbondanti piogge, conclude Marinella Sclocco , siamo in attesa di nuovo di abbondanti nevicate, e nulla è stato fatto”.

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Monica Di Fabio