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Pubblicato il 23 aprile 2013 da Monica Di Fabio in Notizie
 
 

Il turismo soffre, appello congiunto delle associazioni di categoria abruzzesi

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Vessati dalle tasse e dalla crisi, è la fotografia delle imprese alberghiere abruzzesi che hanno lanciato un grido di allarme, unendo le fila.  Assoturismo Confesercenti Abruzzo, Federalberghi Confcommercio Abruzzo e Federturismo Confindustria Abruzzo hanno stilato una nota congiunta, scritta con i dati dell’ultimo anno: “Il settore è stato messo a dura prova dall’Imu, che ha debuttato lo scorso anno insieme alla Tassa di Soggiorno (che ha visto in Abruzzo la sottoscrizione di un Protocollo proprio per tutela dei Turista) – scrivono – e ora si aggiunge anche la Tares che secondo le prime stime, con il passaggio dal sistema Tarsu-Tia, comporterà un deciso aumento della tassazione di 30-40 centesimi al metro quadro: un incremento stimato di circa il 14% per una famiglia di tre componenti, ma in caso d’adozione dell’aliquota massima può arrivare anche al 19%. Per le associazioni rinviare a Luglio il pagamento della Tares non basta – purtroppo – oservano – dobbiamo costatare che non è stata riservata alcuna attenzione al nostro settore: il Governo non si è preoccupato affatto dell’ulteriore, irreparabile danno che si rischia di infliggere al settore alberghiero che risente della diminuita capacità di spesa delle famiglie e di una situazione competitiva in cui la variabile prezzo emerge come un fattore determinante per la scelta della destinazione di vacanza”.

Questo il grosso del problema, a cui si aggiunge la mancanza di provviste da parte dello Stato per il settore: “La legge Finanziaria non prevede alcuna risorsa a favore del settore e uno svantaggio fiscale rilevante rispetto ai paesi concorrenti, che è una costante da anni, rendono la situazione ancora piu’ grave – sottolineano – Ma questo ai nostri Politici non interessa molto: migliaia di imprese muoiono ogni girono senza che il Governo faccia nulla. Ci uniamo pertanto, fortemente, alla battaglia già messa in atto a livello nazionale da Confesercenti, Confcommercio e Confindustria, per sollecitare un forte intervento affinche’ vengano riscritte le regole generali della Tares e soprattutto per dire basta, basta ad un Sistema che ignora le nostre imprese”.

L’appello è ai futuri governanti: “Si impegnino con concretezza nella riduzione della spesa pubblica improduttiva tale da permettere la riduzione del carico fiscale sulle imprese e il concreto perseguimento di un unico obiettivo: la ripresa economica, di cui il turismo è certamente un importante volano”.

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Monica Di Fabio