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Pubblicato il 10 aprile 2013 da Monica Di Fabio in Notizie
 
 

La pasta De Cecco sfida la crisi e aumenta la produzione

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“Sono 127 anni che siamo sul mercato e ci saremo per almeno altri 127 anni”, la voce del cavaliere  Filippo Antonio De Cecco si rompe quando il suo discorso di apertura della cerimonia di accensione di due nuove linee di produzione arriva a questo punto. Si parla di “Futuro fra tradizione e innovazione”. Lo stabilimento di Ortona è pieno di gente. C’è tutta la famiglia, il passato, il presente e il futuro, ci sono le istituzioni, tantissima stampa generalista e di settore e soprattutto le maestranze.

maestranzeUna presenza discreta ma visibile che ha affollato la platea e che ha avuto una voce tutta sua fra i saluti e i ricordi che si sono alternati sul palco. A loro è dedicata la cerimonia, una conviviale stellata per circa 500 persone che ha portato tre grandi Chef a gestire un menù eccezionale per le mense delle tre roccaforti dell’Azienda: Mauro Uliassi a Ortona, Heinz Beck a Pescara e Gennaro Esposito a Fara san Martino.

Filippo De CeccoPrima De Cecco ha raccontato il valore storico ed economico dell’azienda di famiglia: “Possiamo dirci paladini della tradizione pastaia di qualità – ha sottolineato – Il massimo rispetto di questa tradizione ci ha fatto diventare il terzo gruppo pastaio del mondo, un traguardo di cui siamo orgogliosi”. Sono cifre imponenti quelleche fotografano il presente della De Cecco: “Il fatturato italiano è pari a 230 milioni di euro, quello estero 240, abbiamo raggiunto quasi il pareggio come capacità di mercato – continua il Presidente – Con una produzione di 2 milioni di quintali a cui si aggiunge quella ci circa 800mila quintali che arriva dall’Unione Sovietica, tutti venduti”.

Poi, senza tanti fronzoli, ha lanciato la sua sfida al mondo economico: “La data del 10 aprile per noi è una data storica, perché vogliamo garantire la più alta competitività guardando al futuro e perché lo facciamo in un momento di crisi, dececco-stabilimentoper lanciare un segnale di positività al mondo esterno e anche alle famiglie dei nostri lavoratori: per uscirne bisogna rimboccarsi le maniche, senza aspettare aiuti, dobbiamo fare da soli e noi siamo pronti”.

Un investimento di 30 milioni di euro, che consentirà di aumentare del 35 per cento la capacità produttiva esistente.

Gianni ChiodiUna sfida che coinvolge per il 7 per cento anche la Regione Abruzzo, come ha sottolineato il governatore Gianni Chiodi: “De Cecco è un patrimonio di tutti – ha detto – quello che succede oggi qui è anche un grande segnale contro la precarietà, un esempio di come si possano trovare soluzioni per fronteggiare temi come globalizzazione, bioetica e informatizzazione che sono connessi alla crisi che dobbiamo sconfiggere”.

Enrico FavaFra i testimoni di questa impresa, il collaboratore più vicino, Enrico Fava, in azienda dal 1966. “Quando sono arrivato a Fara, il primo pastificio era fra la strada, il fiume e la montagna. Crescendo abbiamo aumentato un piano, gli spazi, la produzione. Tutto questo è stato possibile perché abbiamo sentito forte il senso di appartenenza a quello che stavamo facendo, a quei tempi tutto era da fare, ora qui c’è il presente e il futuro della De Cecco, che mi auguro sia pieno di soddisfazioni”.

 

Amicone AndreaSenso di appartenenza che ha la voce di Andrea Amicone, uno delle centinaia di lavoratori degli stabilimenti abruzzesi: “Le nuove linee sono uno spunto per affrontare il futuro senza rinunciare alla fantasia – dice – una sorta di guerriero per renderci tutti più forti – e poi ringrazia a nome delle maestranze – Grazie anche da parte delle nostre famiglie e di quelle che grazie alla scelta di andare avanti potranno nascere, per la fiducia accordataci nello sfidare la crisi con un nuovo investimento”.

Due clic per avviare le produzioni, uno con il presidente Filippo Antonio De Cecco e il governatore Chiodi, immortalato da flash e mandato in diretta sui maxischermi che rimandavano la cerimonia attimo per attimo per tutto lo stabilimento, l’altro con Chiodi e l’assessore regionale all’Agricoltura Mauro Febbo affiancati dal futuro dell’azienda, Saturnino De Cecco. Avviate ufficialmente le novità, il tour fra le varie fasi della prima produzione delle due linee, packaging compreso comincia e poi la conviviale, senza vino, come si addice ad una mensa aziendale.

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In cucina a Ortona c’è Mauro Uliassi, menù di pesce. Lui alla cucina di mare ci è abituato, ha resto stellato il suo ristorante di Senigallia (2 Stelle Michelin) e iridato il nome della cucina italiana dentro e fuori la penisola.

Mauro Uliassi“Ho scelto ricette che unissero praticità e gusto”, dice fra una portata e l’altra incalzato dalle domande del critico gastronomico Luigi Cremona. Quattro portate, a cominciare da l’Albanella di molluschi e crostacei, cotta e servita in un barattolo di vetro.

Albanella

Ha espresso la pasta De cecco per questa Minestra di patate affumicate e pasta

Minestraaffumicata

e per lo scenografico Fusillone aglio, olio e seppie sporche

Seppiasporca

per concludere con Rombo in potacchio e Tirami su.

elicotterodececcoLa conviviale è finita quando l’elicottero del Presidente ha preso il volo dal piazzale. Tutti sono tornati al lavoro, celebrando con un brindisi analcolico inizi e speranze racchiusi in questa giornata particolare.

 

 

Monica Di Fabio

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Monica Di Fabio