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Pubblicato il 16 settembre 2015 da Simona Giordano in Notizie
 
 

Matteo Renzi “adotta” il pecorino abruzzese

pecorino
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Contro il diktat europeo che vorrebbe il via libera all’utilizzo delle polveri il Presidente del Consiglio Matteo Renzi “adotta” anche il pecorino abruzzese. Il formaggio è stato esposto in occasione della Giornata dell’Agricoltura italiana, che ha visto la partecipazione di decine di migliaia di agricoltori provenienti da tutte le regioni, tra cui anche l’Abruzzo. Il Premier  lo ha simbolicamente adottato, ricevendolo sul palco dell’Open Air Theatre dell’Expo di Milano da due giovanissime allevatrici. “Un gesto importante e significativo – sottolinea Coldiretti – soprattutto in vista della scadenza del 29 settembre prossimo, termine entro il quale l’Italia dovrà rispondere alla lettera di diffida con la quale la Commissione Europea ha imposto all’Italia di porre fine al divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari previsto storicamente dalla legge nazionale”.

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Polvere di latte, formaggi con lo stesso sapore

“Il via libera alla polvere di latte rischia purtroppo di far sparire 487 formaggi tradizionali – tra cui anche il pecorino abruzzese, la scamorza e la giuncata abruzzese e la caciotta frentana – censiti dalle regioni italiane e ottenuti secondo metodi mantenuti inalterati nel tempo - prosegue la Coldiretti. Si tratta di un inganno per i consumatori, che mette a rischio un patrimonio gastronomico custodito da generazioni, con effetti sul piano economico, occupazionale ed ambientale. Con un chilo di polvere di latte, che costa sul mercato internazionale 2 euro – sottolinea l’associazione - è possibile produrre 10 litri di latte, 15 mozzarelle o 64 vasetti confezioni di yogurt o 2 chilogrammi di pecorino fresco. tutti con lo stesso identico sapore perché viene a mancare quella differenziazione che viene solo dal latte fresco dei diversi territori e che consente a chi lo assaggia di riconoscere i profumi dei pascoli appenninici e le particolarità conferite dalle razze locali”.

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