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Pubblicato il 18 aprile 2013 da Monica Di Fabio in Rubriche
 
 

Prosciutto, fave e arrosticini per la cena di primavera

cena
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La primavera offre composizioni genuine e di ottimo gusto per le cene improvvisate. Giornata difficile? Pomeriggio al parco con i bambini? Imbarazzo nella scelta di cosa mettere in pentola senza spendere troppo? La nostra impresa era accontentare i palati esigenti di quattro persone e farlo nel più breve tempo possibile, ostenibile con la voglia di stare fuori il più a lungo possibile a godersi l’aria mite di un pomeriggio urbano di primavera. Che si mangia? La risposta, nel nostro caso, si è composta per strada.

Prima tappa il fruttivendolo che ci ha venduto fave provenienti dagli orti del territorio, 1 chilo a 2 euro. Poi l’ambulante che ravvivava le braci per i suoi arrosticini a chilometro zero, provenienza sempre il territorio, valpescara, dalla stalla alle suddette braci: 15 pezzi più sei mezze fette di pane casereccio con olio di produzione propria al costo di 9 euro. Infine la norcineria vicino casa, per il prosciutto nostrano, 2,45 euro per 2 etti di peso e pecorino abruzzese buccia nera, 3,40 euro peso circa 3 etti. Niente marche, solo prodotti abruzzesi, tracciati.

Ed ecco rimediata una cena sostenibile nel vero e proprio senso della parola: quella composta nella foto è stata sufficiente per quattro persone ed è costata 16,85 euro.

 

 

 

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Monica Di Fabio