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Pubblicato il 17 aprile 2014 da Simona Giordano in Notizie
 
 

Regole certe per i pascoli, la Coldiretti sollecita l’intervento del Parlamento

pascoli
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Arriva in Parlamento la denuncia di Coldiretti sulle speculazioni a danno dei pascoli abruzzesi, e in particolare aquilani. Dopo l’incontro con gli allevatori abruzzesi e marchigiani, organizzato dai rispettivi assessorati regionali all’agricoltura ad Ascoli Piceno nei giorni scorsi, in Commissione Agricoltura della Camera è stata presentata una risoluzione con cui si chiede al Governo di  ripristinare regole certe per “un pieno rispetto delle normative nazionali e comunitarie che impongono l’utilizzo agronomico delle superfici dichiarate ai fini dei premi comunitari”. In pratica, per ottenere i finanziamenti europei non basterà più affittare il terreno ma occorrerà anche possedere gli animali per farceli pascolare.

“Una soluzione che andrebbe a sanare una situazione che sta creando non pochi problemi e lamentele tra gli agricoltori abruzzesi, soprattutto aquilani – dice il direttore di Coldiretti L’Aquila Massimiliano Volpone - è necessario porre fine a tutte queste forme di rendita fondiaria e finanziaria che premiano oggi una casta di intoccabili”. Il problema è nato dal fatto che grandi aziende del Nord, allo scopo di ottenere i contributi comunitari, hanno iniziato a prendere parte ai bandi sui pascoli, pur senza avere allevamenti, proponendo alle amministrazioni proprietarie dei terreni affitti superiori ai prezzi di mercato, di fatto escludendo dalla possibilità di affitto i pastori del territorio, che improvvisamente si sono visti privare  di superfici che utilizzavano per il pascolo da generazioni, ulteriormente beffati dall’impossibilità di ottenere i fondi comunitari. Coldiretti, in proposito, aveva sollecitato sia l’intervento delle autorità locali (presidente della Regione, Assessorato alle politiche agricole, prefetti), sia dell’Agea, Agenzia per le erogazioni in agricoltura, che aveva accolto le richieste, sospendendo la possibilità di affittare terreni se non si avevano gli animali da farvi pascolare. Sono stati presentati  ricorsi al Tar del Lazio, che ha sospeso il provvedimento, con l’effetto di riportare la situazione al punto di partenza.

 

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