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Arriva un Carnevale carico carico di C: chiacchiere e cicerchiata

 
 
In breve
 

Ingredienti: per le chiacchiere 2 e 1/2 bicchieri di vino bianco, 1 e 1/2 olio di semi, 2 e 1/2 bicchieri di zucchero, 1/2 bicchiere di acqua, 1,5 kg di farina 00, olio per friggere, zucchero a velo. per la cicerchiata: 1 uovo, 2 cucchiai di zucchero, 1/2 bustina di lievito e farina q.b. (vira 150/200 gr), 200 gr di miele, olio per friggere, mandorle tostate, perline alimentari, canditi a pezzettini
 
Difficoltà:
 
Città:
 
Costo:
 

Plus


dolci tipici della tradizione

Minus


la frittura


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Pubblicato il 16 febbraio 2015 da

 
La ricetta
 
 
Frappe o chiacchiere che le si voglia chiamare, insieme alla cicerchiata rappresentano in Abruzzo, i dolci tipici del Carnevale. La tradizione delle frappe risalirebbe a quella delle frictilia, dei dolci fritti nel grasso che nell’antica Roma venivano preparati  durante il periodo del  Carnevale, mentre quella della cicerchiata deriverebbe dalla produzione del miele, in particolare nella zona del Sangro.

Le preparazioni prevedono entrambe la frittura; più semplice e sbrigativa la ricetta delle chiacchiere, più complessa quella della cicerchiata che richiede più pazienza nel passaggio in cui le palline di pasta vengono ricoperte di  miele. Vi proponiamo una ricetta delle chiacchiere che viene da Nocciano e due della cicerchiata. BUON CARNEVALE!

 

sandrafederico  FRAPPE O CHIACCHIERE. Impastare tutti gli ingredienti, tirare la sfoglia con la macchinetta della pasta ed aiutarsi con la rotellina con cui tagliamo i ravioli per fare il bordo a delle strisce lunghe che poi taglieremo per fare dei fiocchi piccoli o grandi. Possiamo anche dare la forma di mascherine o cappellini delle fate. Friggerle quindi in olio di semi e metterle a riposare su della carta forno. Se si vuole, si possono cospargere con zucchero a velo.

CICERCHIATA. Impastare velocemente, formare dei rotolini lunghi e stretti e tagliarli della lunghezza di 1/2 cm. Mettere a scaldare l’olio di semi, friggere i pezzettini senza farli dorare troppo.Una volta fritti e raffreddati far sciogliere circa 200 gr di miele versarci (lontano dal fuoco) i pezzettini fritti girare velocemente e versare il tutto su un piatto, su cui abbiamo messo della carta da forno,dare la forma e guarnire con mandorle tostate, e perline alimentari colorate, canditi a pezzettini. Si possono anche riempire dei pirottini con il preparato così abbiamo già le porzioni ed è più comodo.
Sandra Federico, Nocciano
*(foto in copertina tratte da Wikipedia)
 
cicerchiata lavorazione LA cicerchiata è un dolce tipico legato alla ricorrenza del Carnevale, la cui ricetta può presentare alcune varianti, non solo per gli ingredienti utilizzati, ma anche per il procedimento di realizzazione e per la forma. Si è affermata nella cultura alimentare abruzzese soprattutto nell’area del Sangro, dove il settore dell’apicoltura è estremamente affermato, con produzione di miele di alta qualità. La cicerchiata si presenta composta da palline dorate di pasta fritta (dette “cicerchie” perché ricordano nella forma questa varietà di legume) legate insieme dal miele.
Si prepara la pasta disponendo 240 g di farina tipo “00” a fontana sul tavolo da cucina, al centro si mettono due uova, due cucchiai di olio extravergine d’oliva, 20 g di zucchero e un cucchiaio di vino bianco secco. Si impasta energicamente per ottenere una pasta omogenea abbastanza soda, che si lascia riposare per un po’. Se ne prendono delle piccole dosi, si allungano a formare dei serpentelli di pasta della grandezza di una matita che vanno tagliati così da ottenere dei pezzettini piccoli che vengono arrotolati per formare delle palline. I pezzettini di pasta si friggono in abbondante olio di oliva, si scolano e si mettono da parte. A parte in un’ampia padella si fanno caramellare 100 g di miele con 100 g di zucchero con un cucchiaio di olio extravergine d’oliva. Appena l’amalgama diventa di un bel colore dorato, si uniscono le palline già pronte e si mescola velocemente con un cucchiaio di legno in modo da legare per bene il tutto. Il composto così ottenuto si versa su un piatto da portata, e con le mani bagnate in acqua fredda viene modellato a seconda della forma che si vuole ottenere. Prevalentemente si usa dare a questo dolce la forma di una ciambella, ma si può trovare anche la porzione singola a forma di piccolo cumulo. Spesso la superficie superiore viene decorata con mandorle tostate e tritate, o confettini colorati che ricordano la festa e l’allegria carnascialesca. Al taglio si evidenzia la friabilità e la delicatezza delle cicerchie di colore giallo, e il profumo dolce del miele. Negli anni, la sua ricetta è stata in parte modificata in alcuni ingredienti, ad esempio con l’aggiunta di frutta candita e mandorle.  (foto e ricetta tratte da ARSSA, Atlante dei prodotti tradizionali d’Abruzzo)
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