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Ecco la “sclucchiate”: confettura abruzzese di uva Montepulciano

 
marmellata uva
marmellata uva
marmellata uva

 
In breve
 

Ingredienti: con due kg di uva si riempie un vasetto da circa 350 gr. Per chi vuole aggiungere lo zucchero, 200 gr per chilo
 
Tempo di cottura: diverse ore, fino a quando la marmellata non si addensa
 
Tempo di preparazione: diverse ore
 
Difficoltà:
 
Città:
 
Costo:
 

Plus


confettura corposa dal gusto unico

Minus


un po' troppo dolce


0
Pubblicato il 8 ottobre 2014 da

 
La ricetta
 
 
Calcionetti, pizzelle o coperchiole che siano,  con la confettura d’uva, hanno una “marcia” in più.  Scrucchiata, sclucchiata o scurpicciata, in qualsiasi modo questo meraviglioso prodotto della cucina  abruzzese, fatto con uva Montepulciano, venga chiamato, fa scoprire un gusto assolutamente unico a chi ha la possibilità di assaggiarlo.

La ricetta, tramandata di generazione in generazione, prevedeva l’utilizzo di attrezzi adoperati nella preparazione come  la “pellicciola” , un antico setaccio per la passatura che qualcuno potrebbe ancora avere la fortuna di trovare in qualche mercato paesano o in casa della nonna. C’è chi la prepara mettendo a bollire gli acini interi e poi passandola, chi aggiunge lo zucchero, noci o  mandorle tritate. Vi proponiamo la ricetta di Francesca, una nostra lettrice che ogni anno riempie tanti barattolini di scrocchiata!

scrucchiataOgni anno,  preparo la scrucchiata  quando arriva l’autunno. Non è Natale, infatti se le pizzelle, che noi chiamiamo coperchiole, non sono riempite con questa  confettura. Con la speranza che sia una buona ricetta vi faccio sapere come la preparo io.

Per prima cosa bisogna procurarsi l’uva nera da vino non l’ uva da tavola. Questo è molto importante. Si lava bene bene, si tolgono gli acini dal raspo (eliminando quelli rovinati) e si schiacciano . Si  tolgono quindi i semi e la polpa che vengono messi in uno scolapasta a maglie molto strette in modo che rilascino il succo. Quando si è finito, gli acini si mettono in una pentola d’acciaio si aggiunge il liquido rilasciato dai semi e dalla polpa e si fa cuocere molto lentamente (ci vogliono ore ed ore, anche due giorni). Si fa restringere bene, deve prendere la consistenza della marmellata e il composto deve essere girato spesso altrimenti si attacca sul fondo della pentola. Poi quando si è ristretta bene si lascia raffreddare, quindi si mette nei barattoli sterilizzati che si conservano in luogo asciutto a testa in giù. A chi non piace sentire solo il sapore della marmellata d’uva, quando la utilizza  può aggiungere mandorle tostate e tritate, limone e cacao amaro e, a chi piace, anche la marmellata d’arancia.

Francesca, lettrice de “L’Abruzzo è servito, S. Valentino in Abruzzo Citeriore

(foto in copertina tratta dall’Atlante dei prodotti tradizionali d’Abruzzo dell’ARSSA)

 

tinoIl nostro amico gastrosofo Tino Di Sipio ci spiega che scrocchiate, sclucchiata, scorpacciata sono solo modi diversi di chiamare la marmellata artigianale d’uva nera (Montepulciano d’Abruzzo ) . L’etimologia di surpiccio o scorpicciata è ” un piccolo ” chicco d’uva. L’etimologia di scrucchiata è ” spremuta del chicco. d’uva
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