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Fiadone, quello strano soufflé dolce, salato e abruzzese

 
fiadone
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In breve
 

Ingredienti: Per cinque uova: circa 600 gr di formaggio grattugiato fra parmigiano stagionato, pecorino, rigatino; mezza bustina di lievito per torte salate (non di birra), farina di grano duro per l'involucro, acqua, sale, zucchero e olio
 
Tempo di cottura: circa 40 minuti
 
Tempo di preparazione: circa un'ora se il formaggio va grattugiato
 
Difficoltà:
 
Città:
 
Costo:
 

Plus


Dolce salato che sta su tutto

Minus


Può sgonfiarsi, venire bucato o risultare immangiabile con troppo formaggio


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Pubblicato il 26 marzo 2016 da

 
La ricetta
 
 
Non è Pasqua in Abruzzo senza fiadone o fiadonetti. Di solito si comincia una settimana prima, per accompagnare gli ultimi giorni dei digiuni quaresimali con uno spezza sacrificio che non è proprio un pasto, ma che ha dentro tutta l’energia che arriva da ingredienti abruzzesi, per la quasi totalità.

Abbiamo scelto un fiadone fatto in casa con ingredienti che non sono indicati in quantità nette, perché la scienza abruzzese del fiadone più è inesatta, più dà soddisfazione.

Il cammino per arrivare al prodotto finito arriva da lontano. Da quando si mettono a seccare le caciotte di formaggio di pecora da grattugiare per unirle a parmigiano e formaggio rigatino. Quanto basta è la dose ideale, quanto serve il metodo per amalgamare tutto ciò che arriva dalla storia di questo dolce salato.

 

fiadone

Il nostro ha cinque uova sane che vanno incorporate con il formaggio, quello che si prendono, finché non si arriva ad una pasta di consistenza né liquida, né solida. Dentro va messo un po’ di lievito, mezza bustina per torte salate, non quello di birra (scioglietelo nelle uova appena sbattute), pepe e basta. Niente olio, perché il formaggio ha tutto ciò che serve per insaporire.

 

fiadonefiFarina? Per la parte esterna, va impastata con acqua e olio e un po’ di zucchero, perché il fiadone deve regalare il contrasto per diventare insostituibile. C’è anche chi mette un po’ di vino. Ciò che non dovrebbe mancare è la foglia i olivo, meglio se arriva dalla benedizione della domenica delle palme, che serve per le guarnizioni e un buon fiaddddmontepulciano per accompagnarne la degustazione prima, durante e anche dopo i pasti.

Ah, va cotto in forno caldo quanto basta finché non sarà dorato. Non tiratelo subito fuori dal forno, perché come può capitare al migliore dei soufflé, finisce che si sgonfia e vi farà fare brutta figura. Incrociate le dita e se la tradizione e la sorte vogliono, verrà fuori anche soffice e compatto, umido e senza buchi dentro. Per onorarla fino in fondo vanno infilate nella torta delle foglie di olivo benedette la domenica delle palme.

Mangiatelo anche se è brutto, perché buono lo sarà sempre.

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