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Vigilia dell’Immacolata: dopo il digiuno cena di pesce e vegetali

 
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In breve
 

Ingredienti: Per 4 persone. Per la pasta al tonno: 350 gr di tonno, cipolla, prezzemolo olio evo e salsa di pomodoro, pasta capellini 500 grammi. Per il baccala: un chilo di baccalà bagnato, cipolla, prezzemolo, 4 patate non grandi, sale, olio evo, salsa di pomodoro. Per la pastella dei fritti: farina q.b in egual dose acqua frizzante o birra e un cucchiaino di lievito per pizza e pane. Sarde sotto sale e peperone rosso secco (uno per pezzo). Verza, tondini, acciughe e peperone rosso secco. Zucca, cipolla, olio evo.
 
Tempo di cottura: Pasta: circa 10 minuti. Baccalà: non più di mezz'ora. Fritti: q.b.
 
Tempo di preparazione: Circa un paio d'ore tutto
 
Difficoltà:
 
Città:
 
Costo:
 

Plus


Cena antiossidante

Minus


Il fritto


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Pubblicato il 7 dicembre 2015 da

 
La ricetta
 
 
Con il digiuno prima dell’Immacolata Concezione si apre la serie di vigilie di magro che l’Abruzzo celebra da secoli. Un pasto di contrizione, perché la festa, l’indomani fosse piena e perché la celebrazione dell’ascesa al Cielo della Vergine potesse essere più agevole, perché rafforzata dalla fede di ognuno.

Nei luoghi più interni il digiuno è davvero tale fino alla sera: il pasto è unico, e arriva nel tardo pomeriggio, come la Vigilia di Natale. Quella di stasera è una cena simbolica, povera, perché non prevede carne, ma non di sostanze e di storia e tradizione. Le cose che si portano in tavola cambiano da provincia a provincia. Quella vissuta, per noi, in provincia di Chieti, sulla tavola vede abbondanti contorni a base di verdura, un piatto forte, dominante, come il baccalà e una pasta leggera di primo, fedelini al tonno.

pasta al tonnoNiente antipasti, si comincia dalla pasta: quella dopo il digiuno è al sugo di tonno ed è rigorosamente scelta fra le paste lunghe, i capellini o fedelini al tonno aprono un menù povero, che “povero” di proteine, grassi e carboidrati, in verità non è. Attenzione, non fatela con il tonno in scatoletta se volete rispettare la tradizione: si deve scegliere quello nella scatola grande, prendere da lì i filetti che servono per il sugo e farlo semplice, con olio, prezzemolo, cipolla, peperone e salsa di pomodoro, cotto il minimo indispensabile.
baccalàUn secondo forte, si diceva, come baccalà e patate o stoccafisso e patate o in tutte le altre declinazioni possibili, c’è chi lo cuoce anche con i broccoli, buonissimo. Prima si fa rosolare il baccalà nell’olio e il battuto di cipolla, prezzemolo, peperone rosso, rosmarino, vino q.b. poi, quando sarà dorato,  aggiungere salsa, patate a tocchetti e poco sale e lasciare cuocere finché le patate non saranno pronte.

La cottura nel coccio rende il sapore ancora più pieno.

 

 

sardelle con oliosardelle fritteMa intorno al baccalà ci sono le “sardelle”, comprate anche quelle dalla scatola grande, sotto sale.

Vanno lavate e poi si sceglie se farle al naturale, spinate e condite con olio nuovo e aglietto fresco, oppure impanate nella farina e fritte insieme al peperone rosso secco.

 

 

baccalà fritto

tempura frittaCi sono anche i fritti di baccalà, con pastella lievitata: bocconcini che possono ospitare anche verdure, come zucca, zucchine, cavoli, broccoli, patate, alici.

mescolando in uguali dosi, farina, acqua o birra, con aggiunta di sale e un pizzico di lievito e ghiaccio tritato, la pastella deve “incollarsi” all’ingrediente da rivestire e poi va fritta per pochissimi minuti in olio bollente per avere l’effetto croccante che rilascia la morbidezza del ripieno.

 

peperoni finezuccaverzaSiamo ai contorni: verza è il contorno della penitenza, ma con filetti di alici, aglio e fagioli tondini, ripassata in padella. Oltre la verdura ci sono gli ortaggi, come la zucca cotta semplice con acqua e olio e poco altro e c’è chi non rinuncia ai peperoni arrosto, cotti sulla brace, però.

caviciun, calcionettiIl dolce? Solo un piccolo assaggio, calcionetti, caviciuni, cellette, fate voi, con un buon vino liquoroso di accompagno.

 

Questa è la nostra cena di vigilia, raccontateci la vostra, fateci sapere come cambia il menù da un territorio all’altro della nostra regione.

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redazione

 


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