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Pubblicato il 17 luglio 2014 da Monica Di Fabio in Notizie
 
 

E a San Valentino si balla con l’Etnofestival sabato e domenica

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Sono 11 le edizione del Majella Etnofestival, che si svolgerà il 19 e 20 luglio in quel di San Valentino in Abruzzo Citeriore a cura di Comune e Provincia. “Supr’allu pètte té lu sule abbàlle, la lune ce la fa la saltarèlla”.
La rassegna di musiche e danze tradizionali abruzzesi e del centro-sud, giunta alla sua undicesima edizione, propone quest’anno un nuovo viaggio sonoro dalla Majella alla Puglia.
Una transumanza antica che si rinnova attraverso la musica e la festa, continuando ad essere meravigliosamente viva e in movimento.
majella parco abruzzoIl programma prevede due serate di musica e balli nel centro storico di San Valentino, con la partecipazione di suonatori e di gruppi di musica della tradizione popolare abruzzese e pugliese.
Nella giornata di sabato 19 il programma si arricchirà di incontri/laboratorio per agli appassionati di musiche e danze della tradizione popolare abruzzese e del centro-sud.
Come ogni anno e come in ogni vera festa popolare, “se màgne i se bbéve, se sóne i s’abbàlle” e non mancheranno i piatti tipici della tradizione locale, in degustazione negli stand enogastronomici della Sagra “Suoni e sapori” durante le due serate di festa.

INFO e PROGRAMMA qui
PROGRAMMA
CONCERTI E FESTE A BALLO IN PIAZZA

VENERDI 18 LUGLIO dalle ore 21:30 
Piazza Municipio
Suoni, canti e balli della tradizione popolare abruzzese e del centro-sud.

LI STRACCAPIAZZ
Denis Di Donato – voce, percussioni, armonica a bocca, chitarra folk e battente
Luigi Varalli – ciaramella, organetto 12 bassi, clarinetto e lira calabrese
Errico Angelini – fisarmonica, organetto, zampogna, tamburello e cori
Manuel D’Armi – basso, zampogna, organetto e cori.
Manuel Virtù – chitarre, bouzouki, mandolino e liuto.

balli folk abruzzoI LUPI DELLA MAJELLA
Marcello Sacerdote – voce solista e tamburo a frizione
Sebastian Giovannucci – voce e organetti
Alessandro Salerno – voce e tamburi a cornice
Giovanni Mauro – violino e chitarra

SABATO 19 LUGLIO dalle ore 21:30 
Piazza Municipio
Viaggio in musica e danza dalla Majella alla bassa Murgia e alto Salento

COMPAGNIA BALINZE’
Musiche di festa tra bassa Murgia e alto Salento
Giovanni Amati – canto, tamburi a cornice e a frizione, castagnole ballo
Piero Balsamo – canto tamburi a cornice e a frizione, castagnole, ballo
Francesco Palmisano – organetto, fisarmonica, tamburi a frizione, ballo
Donato Francioso – organetto, fisarmonica
Giuseppe Tagliente – organetto, tamburo a cornice, castagnole, ballo

ORCHESTRA DELLA TRANSUMANZA
Alessandra Ventura – voce solista
Domenico Di Teodoro – fisarmonica
Silvia Santoleri – organetto due bassi
Alessio Fratoni – contrabasso, fisarmonica
Teodoro Pace – fiati
Marco Di Vitantonio – chitarra
Alberto Chiappini – tamburello
Fabio Di Gabriele – tamburello
Luca Belisario – batteria
Mariano Pavone – basso elettrico

PROGRAMMA
LABORATORI ESPERIENZE INCONTRI

SABATO 19 LUGLIO
ore 10:00/12:00 Sala Giannino Ammirati /ex cinema Majella)

LABORATORIO-INCONTRO SUL TAMBURO TRADIZIONALE
A cura di Giovanni Amati
Il tamburo a cornice è lo strumento emblematico di molte tradizioni musicali, caratterizzato da forti connotazioni simboliche, fino a pochi decenni addietro era in uso in numerose comunità rurali pugliesi. Nonostante il folk revival abbia negli ultimi anni investito e quasi stravolto la musica tradizionale in Puglia, e di conseguenza uno dei suoi strumenti più rappresentativi, alcune famiglie, delle vere roccaforti di resistenza culturale, in situazioni rituali, fesive e conviviali intime, sentono ancora il bisogno di esprimersi con la musica e il ballo, non senza sincretismo e contraddizioni, per riconoscersi in un orizzonte culturale condiviso. In queste situazioni il tamburo continua a vivere, e assolvere alla sua funzione primaria, far ballare.
Durante il laboratorio, inteso come un percorso per la Puglia sonora, si alterneranno momenti dedicati agli ascolti e visioni guidate di materiali registrati sul campo, e racconti a momenti di pratica sullo strumento. Dopo una panoramica sulle tecniche esecutive regionali ci soffermeremo sugli stili della bassa Murgia, appresi frequentando i suonatori tradizionali del luogo. 
Particolare attenzione sarà dedicata a tutti gli aspetti che caratterizzano questo strumento, la costruzione, i modelli tradizionali, i costruttori, le occasioni in cui venivano suonati e venduti, gli accostamenti strumentali e vocali, la figura della suonatrice e il rapporto con il ballo. Tutti aspetti fondamentali per conoscere il tamburo, strumento pregnante per la nostra gente.

Ore 13:00 Riunione e Pranzo Conviviale a base di ricette d’Abruzzo

ore 15.00/16:30 Sala Giannino Ammirati
BALLANDO SI IMPARA – viaggio esperienziale e sentimentale intorno alle saltarelle abruzzesi con ballatori e cantatori di Abbateggio e San Valentino in A.C., Lanciano/Costa di Chieti, Altino, Giulianova.
Con la collaborazione di zì Gabriele D’Aristotile da Guardiagrele, Anna Anconitano e Silvia Santoleri.

16:30/19:00 Sala Giannino Ammirati
LA PIZZICA PIZZICA TRA BASSA MURGIA E ALTO SALENTO
a cura di Giovanni Amati
In alcune contrade dell’entroterra Pugliese dove la Murgia incontra il Salento sopravvivono, durante occasioni rituali e festive intime, forme di pizzica-pizzica, non interessate dal fenomeno di folk revival che negli ultimi anni ha investito e talvolta stravolto la musica e la danza tradizionale in Puglia. Impareremo a conoscere, quest’aspetto pregnante della cultura tradizionale insieme ad alcuni dei migliori suonatori, cantatori e ballatori della zona, cercando di carpirne oltre che la forma, l’essenza.
APPROFONDIMENTO: Dalla pizzica pizzica alla “pizzica”, tra reinvenzione e riappropriazione di un ballo tradizionale. 
Le forme della Pizzica pizzica, visioni e ascolti guidati di materiali frutto della ricerca sul campo

ore 19.00/20:00 Sala Giannino Ammirati
Incontro con Edvige Ricci – Associazione culturale “Le Majellane”
MIA MADRE E’ UNA MONTAGNA
Donne in ascolto delle voci di Majella per orientare il futuro sull’eco di una storia di potenza dimenticata.

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