0
Pubblicato il 14 febbraio 2016 da Simona Giordano in Contest
 
 

Sfida nelle cucine della ReD per il concorso Miglior cuoco-socio dell’anno con Codice Citra

Concorso red-Citra B3
Concorso red-Citra B3

Una sfida a colpi di carne di maiale, spezzatino, coniglio e baccalà. Teatro della competizione ai fornelli le cucine della ReD scuola di San Vito Chietino (Chieti) dove si è svolto, in collaborazione con Codice Citra, il concorso”Miglior cuoco-socio dell’anno“. Se l’obiettivo dell’edizione dell’anno scorso era stato di valorizzare gli abbinamenti della cucina tipica abruzzese quest’anno è stato di selezionare un secondo piatto che esaltasse le caratteristiche di uno degli infiniti prodotti di punta del panorama enologico abruzzese.

Come per la prima edizione, la partecipazione al concorso è riservata ai soli soci e  famigliari, delle nove cantine che compongono il gruppo Citra Vini. Nessun professionista, l’invito è rivolto solo agli amatori. Nove gli appuntamenti in tutto, uno al mese, che si articoleranno da febbraio ad ottobre prossimo, durante i quali si sfideranno i concorrenti appartenenti alla cantina di turno, presentando ad una giuria di esperti, un piatto che più rispetti la cultura gastronomica del territorio, da abbinare a un vino di Citra. I criteri da rispettare: tradizione, gusto e presentazione del piatto stagionalità, territorialità. Ad ottobre la finale, in cui si sfideranno i vincitori eletti durante le nove gare precedenti.

piatti red

La gara

La prima ad essere stata convocata dall’organizzazione del concorso è stata la Cantina San Nicola di Pollutri (Chieti). Tra faraone, conigli, alici e pizzelle salate, la prima a presentare il piatto è stata Vanna Lemme, che ha aperto il trittico di mare, con il Baccalà e patate all’abruzzese, saporito e territoriale; a seguire le delicate Alici allo zafferano del Signore, preparate dall’unico rappresentante del sesso forte in sala, Carino Tinari. “Le alici sono un ingrediente semplice – spiega il candidato ai giurati – e per ingentilire il loro sapore deciso, ho voluto cuocerle poco su un fondo di cipolla, peperone crusco, aceto  zafferano. A me piacciono così”.
La prima selezione si è conclusa con un classico dei classici, il Brodetto alla vastese di Maria Vitelli, abbondante, bollente e profumato, presentato nelle tipiche “Tijielle” (tegami) di terracotta, un piatto così bello da mangiare anche solo con gli occhi.

concorso Red-Citra4
Il passaggio alla carne è stato inaugurato dalla più giovane del gruppo, Donatella Gizzarelli, di soli 19 anni, che ha preparato una Bistecca impanata di maiale con contorno di cipolle e funghi. Ha voluto mettere alla prova se stessa Donatella, sfidando gli anni di esperienza depositati sulle spalle forti degli altri concorrenti, ed è di certo a lei che va un premio al coraggio. Dal maiale al Coniglio alla contadina di Carolina D’Onofrio, e a quello ripieno di Concetta Pasquale, che con la farcia ai fegatini e amarene ha di certo colpito la giuria. Più strutturata la Faraona ripiena di castagne e mirtilli con purè allo zafferano di Navelli di Patrizia Scampoli, seguita dal croccante Cif e ciaf con peperone crusco fritto di Elisabetta Sabatini.

Lo Spezzatino d’agnello con cicoria di campagna, è stato presentato da Lidia Berardinucci. Maria Concetta Di Pietro ha definito le sue Orecchie e piedi di maiale con fagioli bianchi accompagnati dalle pizzelle salate al peperoncino, un piatto semplice, ma l’aggettivo giusto è certamente uno: umile. Un piatto della tradizione contadina abruzzese, che sta alla cultura del maiale come il pane sta al vino. Un piatto antico, impegnativo, lavorato, che di semplice ha solo il sapore e forse nemmeno quello. Un piatto che ha meritato il premio della giuria, perché capace di rispettare, con i suoi pochi ingredienti, tutti i criteri richiesti dalla gara. Un piatto territoriale, gustoso, tradizionale e di stagione.
maiale

Del maiale non si butta via niente

Sì perché è da poco passato gennaio, mese in cui solitamente in Abruzzo, in occasione della ricorrenza di Sant’Antonio, si immolano i maiali allevati durante l’anno. “Del maiale non si butta via niente” è vero, è il piatto della signora Maria Concetta ne è la dimostrazione. Potersi permettere di allevare un maiale, fino a qualche tempo fa, aveva un significato importante, quello di assicurarsi la disponibilità di carne durante tutto l’anno. La maialata rustica, quella del contadino, si basava soprattutto sul consumo immediato delle parti meno nobili e più facilmente deperibili, prodotti di recupero consumati appena dopo la macellazione: cif e ciaf, sanguinaccio, fegato, i ciccioli, il brodo d’ossa, i piedi e le orecchie.
La carne? Si conservava, era un peccato mangiarla fresca,sfida Red significava sottrarre nutrimento alla pianificazione alimentare annuale, significava privarsi dei cibi che in caso di carestia avrebbero assicurato la sopravvivenza. Un piatto, dunque, che non poteva non vincere quello della signora Di Pietro, che ha ricevuto in premio un’opera del maestro Antonio Matarazzo ed un box vini Citra, in ricordo della serata e dell’appuntamento alla finale di ottobre.

Le date dei prossimi appuntamenti

⁃       Marzo 2016: Cantina Paglieta
⁃       Aprile 2016: Cantina Sincarpa – Torrevecchia
⁃       Maggio 2016: Cantina Coltivatori Diretti Tollo
⁃       Giugno 2016:  Cantina Rinascita Lancianese – Lanciano
⁃       Luglio 2016: Cantina San Zefferino – Caldari
⁃       Settembre 2016: Cantina San Giacomo – Rocca San Giovanni.

                                                                                                                                                                                                                                    Francesca Mancini

 

Print Friendly