0
Pubblicato il 8 ottobre 2013 da Monica Di Fabio in Rubriche
 
 

Vendemmia, olive e bancarelle: il Primo novembre tutti a Canosa

valeloca
valeloca
I piccoli centri diventano promotori di sé stessi. Una tendenza che avevamo già registrato qualche tempo fa, con i calendari estivi di alcuni paesi, particolarmente ricchi di iniziative, di idee e trovate per intrattenere i propri paesani e richiamare turisti, curiosi e avventori da altri territori. Ne avevamo avuto la certezza quando abbiamo visto ballare i residenti dello splendido borgo di Castrovalva, invitando a visitarlo. Le iniziative che animano la vendemmia e gli altri cicli legati al turismo rurale, diventano ora una positivissima statistica di come si possa fare promozione specchiandosi a ciò che il territorio ha da offrire.

Canosa Sannita

Canosa Sannita

Prendiamo Canosa Sannita, per esempio, circa 1200 anime, sulla pagina Facebook dedicata al paese l’amministrazione comunale lancia un vero e proprio pacchetto turistico invitando chi voglia a una vendemmia e ad una raccolta delle olive “social” e lo fa in occasione del ponte del Primo Novembre: “Per la prima volta siAmo arrivati a offrire un pacchetto  turistico a quanti vorranno venire a passare dei momenti felici e di puro relax qui a Canosa, ai piedi della Majella Madre, di fronte alle spiagge dorate dell’Adriatico  e circondati dal  verde dei vigneti e uliveti che si perdono a vista d’occhio – si legge nella nota social che prosegue con un invito diretto (se volete leggerla cliccare qui) – Durante il week end del primo novembre, si potranno degustare presso i nostri ristoranti, i migliori piatti della cucina abruzzese. I più intraprendenti potranno raccogliere le olive direttamente dentro gli uliveti e andare immediatamente  nei frantoi  per trasformarle in ottimo olio d’oliva nostrano, molto salutare e da usare nelle proprie case. Non mancheranno momenti dedicati alla visita delle cantine vinicole dove sarà possibile assaporare i nostri vini,  forti, gentili e soprattutto sinceri”.

fiera canosaLa campagna domina l’offerta del paese posto fra le colline del territorio Marrucino, ma non c’è solo quella, c’è anche la ristorazione e soprattutto una tradizione che vale la pena scoprire o riscoprire: la Fiera del Primo Novembre, una delle più grandi e antiche fiere della provincia di Chieti, quella di tutti i Santi. E l’invito, infatti, rilancia: “Si potrà curiosare tra le oltre cento bancarelle  presenti nel grande mercato del Primo Novembre. Anche la cultura avrà un suo spazio con la visita  presso l’importante Museo della Guerra per la Pace di Palazzo Martucci dove si potrà ammirare la collezione delle divise storiche insieme a  tanti altri reperti. Grazie ad un accordo con il Comune di Crecchio, si potrà anche visitare il locale Castello Ducale sede del Museo di Arte  Bizantina. A richiesta, si potrà visitare l’azienda delle confetture D’Alessandro a Giuliano Teatino dove non mancheranno gli assaggi delle  meravigliose marmellate. Ci rendiamo conto del momento meno favorevole che tutti stiamo vivendo, i dati sul turismo in Italia non sono incoraggianti ma cio’ nonostante, siAmo convinti che comunque bisogna muoversi, bisogna far vedere che esistiamo e che soprattutto, per quello che abbiAmo e che possiAmo offrire, non siAmo secondi a nessuno e quindi, anche se in ritardo, a testa alta  e con l’orgoglio nel cuore, scriviAmo a caratteri cubitali: VISITATE CANOSA”.

Lorenzo Di Sario

Lorenzo Di Sario

Il sindaco spiega così tale fermento: “Canosa oggi è in grado di mantenere le promesse che l’invito fa – dice Lorenzo Di Sario – perché ci sono tante persone che hanno deciso di rimanere a vivere a Canosa e che hanno creduto nell’economia del paese, contribuendo ad alimentarla rimettendosi in gioco e investendo con nuove attività. Fare da richiamo è un bene per tutto il territorio, perché sulla via per Canosa ci sono altri paesi, altre cose da fare e da vedere, unendo tutti i nostri talenti potremmo davvero proporre un modo alternativo e sostenibile di conoscere la nostra terra. Quello nella provincia abruzzese è un viaggio che invito tutti a fare, perché riserva sempre delle sorprese e aiuta anche i centri dell’entroterra ad affrontare la crisi sviluppando nuove economie, preziosissime”.

Print Friendly

Monica Di Fabio