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Pubblicato il 6 maggio 2013 da Monica Di Fabio in Rubriche
 
 

Cibo e sanità, ecco le rinunce delle famiglie ai tempi della crisi

scarpone
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La crisi riduce la spesa gastronomica e sanitaria delle famiglie italiane. Si mangia meno o forse si mangiano prodotti di qualità inferiore e soprattutto si rinuncia a curarsi. Le famiglie italiane sono state costrette a tagliare addirittura le spese anche sul cibo (-3 per cento) e sulla sanità (-2,2) nell’ultimo anno. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat in occasione della diffusione delle previsioni per l’economia italiana nel 2013-2014. Per effetto della diminuzione del reddito disponibile continuerà la riduzione di spesa delle famiglie che ha colpito principalmente il vestiario e le calzature (-10,2 per cento), i trasporti (-8,5), l’acquisto di elettrodomestici e mobili (-5,8) ma in generale ha riguardato tutti i beni e servizi, dalle comunicazioni (-4,8) alla cultura (-4,7).

A preoccupare è il fatto che in Italia sette famiglie su dieci (71 per cento) hanno modificato la qualità e la quantità dei prodotti acquistati. In pratica, dice la Coldiretti, più di un italiano su 10 (12,3 per cento) non è più in grado di sedersi a tavola con un pasto adeguato in termini di apporto proteico almeno una volta ogni due giorni con conseguenze gravi anche per la salute. Il peggioramento della qualità dei prodotti alimentari acquistati dagli italiani per l’aumento della presenza di cibi low cost realizzati con ingredienti di bassa qualità è pericoloso poiché oltre un certo limite – conclude la Coldiretti – sul cibo non è possibile risparmiare se non si vuole mettere a rischio la salute.

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Monica Di Fabio