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Pubblicato il 17 aprile 2014 da Monica Di Fabio in Notizie
 
 

Territorio, uomo e vino: ecco la “Filos”-ofia di Cantina Sangro

cantina sangro
cantina sangro
“Filos” in greco sta a intendere amore e amicizia verso gli uomini e il creato. Tra uomo e natura, in questo caso:  “Filos” è il nome dato alla  innovativa quanto selezionata linea di vini di Cantina Sangro che inneggia ad un rinnovato ed amicale rapporto  territorio- uomo – vino,  grazie alla sperimentazione di nuove tecnologie a basso impatto ambientale nella resa del prodotto. Con la la linea Filos si brinderà al  completamento dei lavori per la nuova bottaia da oltre duemila ettolitri grazie al recupero delle ultracentenarie botti dell’Aurum (di Pescara) riportate a nuova vita. L’inaugurazione entro la fine dell’anno.

cantina sangroIncrocia le dita l’enologo della cantina cooperativa di Fossacesia, Vittorio Festa: “sarà sicuramente uno dei motivi di orgoglio per tutto l’Abruzzo vitivinicolo, simbolo di un’azienda che fa qualità” afferma con convinzione. Intanto si produce a pieno regime, fino a 3 turni in un giorno. Negli ultimi due anni i dipendenti sono passati da 6 a 19 tra impiegati e operai, e durante la vendemmia vengono assunti altri 7-8 operai. E’ uno dei record di Cantina Sangro, partita  nel 1971 per volontà di 110 agricoltori (altro record) produttori di uva in quel lembo di basso Sangro che scende al mare dalle colline di Mozzagrogna, Santa Maria Imbaro e Fossacesia, e dall’altra sponda Torino di Sangro, Paglieta, Atessa e Perano. Tutti, insieme, hanno dato vita a uno dei più moderni enopoli della zona che in poco più di un anno ha assunto le dimensioni di fenomeno in controtendenza.  Dieci anni fa di associati se ne contavano 400, una forza. Il 19 settembre 2011 la festa del quarantennale con gli attuali 250 soci. Circa 350 ettari di vigneti che collegano la montagna al mare, spingendosi fino a Bomba, entrata in collaborazione  da tre vendemmie a questa parte. “Il fatto è che le attrezzature sono limitate e più di tanto per volta gli impianti non ci consentono di produrre, facciamo pochissimo magazzino e la sala di imbottigliamento inizia a essere piccola” spiega il presidente di sempre, Donato De Simone, geometra e al secondo mandato dopo l’intervallo di qualche anno fa per il cambio di amministrazione.

cantina sangro“In questo momento – prosegue De Simone – abbiamo necessità di sviluppo strutturale, da lì potremmo crescere ancora nel numero di occupati. Logisticamente ci appoggiamo ai trasporti Angelucci di Casoli, il territorio sta beneficiando del nostro sviluppo. Ci servirebbe un altro camion, speriamo di dare loro tanto da fare da spingerli a dotarsi di un altro mezzo”. Un’evoluzione in continua crescita sostenuta dai numeri a sei zeri del fatturato più che raddoppiato negli ultimi due anni, ci conferma il ragioniere Piero Di Criscio, da 23 anni dipendente della cantina, cioè dopo appena un mese dal diploma all’Itc di Lanciano. “Dallo vendita dello sfuso che rappresentava il 95 % della produzione negli ultimi due anni si è passati all’imbottigliamento di oltre la metà della produzione. Da una produzione di 11mila quintali di uva lavorata nel ’77, primo anno di vendemmia, agli attuali 130mila quintali. La domanda è cresciuta del 10-15% rispetto all’anno passato, spiegano in cantina. Negli ultimi 4 anni da qualche migliaio di bottiglie, il 5% della produzione, si è arrivati a 3 milioni di bottiglie, l’80%, destinato soprattutto alle regioni del nord. Tutto è cominciato con l’affiancamento della nuova linea di imbottigliamento alla vecchia, deliberato dal cda dei soci. Una scelta coraggiosa e lungimirante, nonostante il mercato privilegiasse il vino in cisterna. Una svolta. Strategica e non remunerativa nel breve termine, ma determinante per affrontare il mercato cogliendone i frutti nel medio e lungo periodo, spiega il presidente De Simone.

cantina“Il nostro enologo, ci ha guidati. Di Festa l’idea di rafforzare la collaborazione tra produttori vicini. Siamo arrivati a 250 soci, ci siamo organizzati anche sul piano commerciale e ora stiamo crescendo per affrontare l’estero”. Nell’attuale organigramma la figura del presidente è accessorio e fa da coordinamento con il cda, continua De Simone. L’azienda è strutturata in 3 settori con i relativi responsabili: produzione (Vittorio Festa e Nicola Razzi), amministrazione (Donato Di Santo) e logistica (Di Santo e Festa). “Nel 1980 abbiamo registrato l’Igt Colle del Sangro per montepulciano, cerasuolo e bianco” racconta De Simone “Con l’avvio dell’imbottigliato ci siamo accorti dell’apprezzamento del nostro vino e della necessità di produrne di più”. Così si è arrivati a 8 linee di prodotto: due alte, Colle Cesi destinata alla gdo e Fonte Veneris per il circuito horeca, e le più popolari Sapio e San Mauro. Compresi due spumanti metodo charmat, brut e demi-sec; la grappa da vinacce di uva montepulciano e Lu Spiziale, montepulciano aromatizzato dalle aromatiche che crescono nel vicino parco nazionale,  perfetto dopopasto grazie al suo equilibrio dolce-amaro. Tutto elaborato in zona, per un totale di circa 40 etichette che fin dal nome evocano il territorio centro-Adriatico e le sue peculiarità: la costa dei trabocchi e l’abbazia di San Giovanni in Venere, la sapidità dei profumi marini, le verdi colline affacciate sul mare. Tra le etichette di punta spiccano il Terra Regia, montepulciano doc invecchiato, e il pecorino in purezza Kaleo (invito, in greco). Senza dimenticare la innovativa linea Filos, prossima al lancio. Prezzi concorrenziali in ogni caso. La conferma, una su tutte tra i tanti diplomi di merito e riconoscimenti in bella mostra nel punto vendita aziendale,  è l’Oscar per il rapporto qualità/prezzo del Gambero Rosso conferito di recente dalla Passerina 2012. “La scelta di imbottigliare e  commercializzare direttamente non è stata semplice in un momento così difficile come questo, bisogna far quadrare i conti. Ma che soddisfazione avere il nostro prodotto col nostro nome sugli scaffali dei negozi, e aver dato occupazione in un momento di recessione”, dichiara Nicola Piacampo, vicepresidente della cantina cooperativa.

“La strada intrapresa è quella giusta, mai slogan è stato più indovinato: il nostro futuro non lo aspettiamo, lo stiamo costruendo!” rimarcano Massimo Stante e Giuliano De Simone, amministratori “Speriamo in risultati migliori col tempo, dipenderà da quello che chiede il mercato. Ora assistiamo al viavai di operatori e mediatori da gran parte dell’Europa, Germania in testa, la stessa Francia, e un pò dal Giappone. Stiamo diventando internazionali. Il nostro sforzo sarà cercare di far crescere la qualità, e di conseguenza i prezzi. Senza portare qualità non si può sperare di conquistare i mercati”.

Jolanda Ferrara

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Monica Di Fabio