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Pubblicato il 9 agosto 2015 da redazione in Altre notizie
 
 

Assaggi gourmet “di Vino & Pizza”, e Pescara scopre la pizza Francese

di Vino & pizza
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C’è un posto dove la pizza non è come te la immagini. Te ne rendi conto subito, quando scopri, ad esempio che il formaggio usato per guarnirla è di capra, e quando sotto quel formaggio intravedi la cipolla caramellata, e quando, incuriosito da quei colori chiedi che tipo di pizza è, ti viene risposto “Chèvre au miel“. Oltre a questa da di Vino e Pizza gourmet, un piccolo ma singolare locale del Lungomare Cristoforo Colombo di Pescara, se ne sfornano di molto particolari: come la Carbò (ricotta e speck con cipolle caramellate) o la pesto e “crème fraîche”, fatta con ricotta, noci e panna acida o quella alle zucchine e pancetta, patata e guanciale, quella alla ventricina e aceto balsamico, con i gamberetti, il tartufo, pizze a centimetri che in questo  affascinante gioco di speciali farciture una tira l’altra.

La chèvre La ventricina Pesto e crème fraîche

Ma si fa presto a dire pizza, perché lì oltre il condimento è particolare anche l’impasto: “Sono pizze francesi – spiega Piero Borsetti, il pizzachef e titolare del locale – Qui adottiamo il metodo poolish che è lo stesso metodo usato in Francia per le baguette, il risultato è una pizza più leggera, digeribile, fragrante che consente di poter giocare con le farciture”.

di Vino e Pizza

Piero Borsetti

Brindisino di nascita, portoghese di adozione, francese di formazione professionale, ma naturalizzato pescarese da quando nella sua vita è entrata Alessandra Cascella, oggi moglie, ex compagna di un periodo intenso vissuto a Lisbona, la città dove si sono incontrati. C’è lei dietro la scelta della pizza francese.

“Ho cominciato a Lisbona i miei impasti nel 2009, ero aiuto pizzaiolo nel primo locale che faceva pizze al taglio del capoluogo portoghese – spiega Piero fra un impasto e l’altro – La titolare è Maria Paola Porru, una sarda divenuta un’autorità per enogastronomia e ristoranti. Devo la mia formazione a lei che ha voluto che andassi a “imparare” in una pizzeria al taglio di Roma, perché aveva intenzione di puntare su questo fronte particolare della ristorazione in Portogallo, la prima pizzeria al taglio di Lisbona, Pizza a Pezzi dove ho lavorato fino a due anni fa. Così,  mi sono ritrovato da Giuseppe, mitico pizzaiolo di Corso Roma, un piccolo locale di pizza al taglio a un passo dalla Rai, dove ho imparato a fare la pizza alla romana: sottile, croccante, saporita, ma semplice. Era molto buona e anche se il posto è piccolo, a Roma è conosciutissimo e richiama ogni giorno tantissimi clienti, alcuni anche molto noti. E a Lisbona ho sformato pizze più o meno particolari con quell’impasto, sempre con abbinamenti molto made in Italy come zucchine e pancetta, ricotta e gamberetti, la tipica diavola, perché tutto quello che serviva arrivava ogni giorno dall’Italia”.

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Piero e Francesco

Poi è arrivato l’amore e la loro piccola Alice e hanno deciso di tornare in Italia, a Pescara, città della compagna e luogo dove Piero ha preso a lavorare nella pizzeria che dopo un po’ e un recentissimo vernissage, è diventata sua. Una piccola ma efficiente impresa familiare dove opera anche Francesco Cascella, gemello di Alessandra, l’aiuto pizzaiolo, una piccola ma efficiente impresa familiare, insomma: “Quando l’abbiamo rilevata abbiamo cominciato a fare le pizze che Piero faceva in Portogallo – racconta Alessandra – buone, sicuramente, ma sentivamo che c’era la necessità di fare qualcosa di diverso da una pizza semplicemente saporita, che facesse la differenza in città. Così ci siamo messi a cercare su internet ed è venuto fuori che una pizzeria in Francia cercava un aiuto, ho pensato che fosse la strada giusta e l’abbiamo imboccata”.

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Con la moglie Alessandra

“Sono partito a gennaio e a Parigi ho cercato di imparare il più possibile, mettendo a disposizione la mia esperienza in tema di pizze – aggiunge Piero – Così io ho lasciato loro l’impasto alla romana e mi sono portatoappresso l’impasto alla francese e qualche dritta per rendere gourmet le pizze. E sta funzionando. Quando qualcuno entra da noi e scopre i gusti che proponiamo si incuriosisce, quando capisce che possiamo realizzare il tipo di pizza che vuole in poco tempo, perché l’impasto è leggero e cuoce in di Vino e Pizzafretta, si fidelizza, assaggia e poi ci torna a trovare per continuare il viaggio. Da quando abbiamo cambiato target è così. Non solo, qui abbiamo voluto fare un’altra forzatura, che è evidenziata nel nome del locale: le nostre pizze si addicono meglio al vino che alla birra, così abbiamo scelto di proporle con le migliori etichette regionali e qualcuna speciale, perché il vino esalta i sapori e rende l’assaggio davvero completo”.

Da poche settimane la musica è cambiata sul lungomare Cristoforo Colombo n. 60, dove Piero e Francescoogni giorno, lunedì escluso, a pranzo e a cena impastano e farciscono piccoli tesori da gustare, sognando un posto più grande dove allargare sogni e possibilità

di Vino e Pizzadi Vino e Pizzadi Vino e Pizza

 

“Qui è cominciata, anzi, ricominciata – conclude Piero – Ora puntiamo innanzitutto a farci conoscere e a far conoscere la nostra pizza, proveremo a fare menu speciali per il mare, visto che ce l’abbiamo di fronte. Va assaggiata perché è davvero diversa da tutte le altre e solo avendola fra i denti lo si può realizzare. Per il futuro l’idea è quella di un locale che possa accogliere più gente di quanto accade ora, mantenendo questo target di pizza a centimetri con vino abbinato, che è l’orizzonte su cui abbiamo scommesso e che vogliamo vedere crescere”.

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redazione