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Pubblicato il 19 novembre 2013 da Monica Di Fabio in Notizie
 
 

L’appello di Confindustria alla convention regionale: ripartiamo!

confindustria
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Questa situazione di stallo è un vero problema, dobbiamo ritrovare la crescita. Nel nostro paese sono due le parole chiave: famiglia e lavoro”. Cosi’ Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, oggi a Pescara, a margine della settima convention di Confindustria Abruzzo a cui è atteso il ministro dello Sviluppo economico Fabio Zanonato.
IMG_3066-2 IMG_5586 Squinzi ha commentato anche le stime diffuse dall’Ocse sulla crisi vista dalle famiglie, sul calo della fiducia della gente comune verso l’economia, facendo notare che “purtroppo lo sapevamo, il nostro centro studi lo dice da un po’ di tempo”.

“Molto grave – per il presidente degli industriali – il dato sulla produzione industriale, negativo in Europa e ancora più drammatico in Italia”.

 

Ora ripartiamo, è il must della convention di quest’anno, la settima in ordine di tempo, ospitata dall’autidorium Faliano di Pescara, un confronto fra imprese e pubblica opinione sul futuro della regione e dell’Italia. Dentro discorsi ufficiali e buoni propositi, fuori la protesta di ambientalisti e Movimento 5 Stelle, fronte contro la petrolizzazione delle coste adriatiche, perché fra gli iscritti a parlare c’è anche Medoil.  “Spendere tutti e bene i fondi messi a disposizione dall’Europa. E’ questo l’appelllo lanciato dal presidente della Confindustria Abruzzo, Mauro Angelucci – Abruzzo al 2020 è  il tema di questa convention perché il 2020 è l’appuntamento ultimo per segnare la crescita. Sicuramente non ci potremo permettere di mancare a tale appuntamento perché significherebbe letteralmente non esserci, significherebbe che il nostro Paese non ha svoltato non ha messo in atto riforme tali da consentire la crescita economica. Con le organizzazioni sindacali ed alcune associazioni di categoria, solo dieci giorni fa abbiamo presentato un documento unitario sulla nuova programmazione regionale sui Fondi strutturali europei per il periodo 2014 2020, tema di assoluto rilievo per almeno due motivi: il primo riguarda la notevole mole di risorse in gioco, che risultano di fatto essere le uniche, certe e disponibili a sostegno del territorio. Tali risorse dovranno essere spese tutte e bene garantendo certezza dei tempi e qualità degli interventi. Al riguardo, però, devo anche ricordare al presidente della Regione Abruzzo ed agli illustri rappresentanti del governo presenti, il fatto che l’Abruzzo, quale regione inserita nel nuovo obiettivo ‘Transizione’, potrebbe subire, rispetto all’attuale ciclo di programmazione,una importante diminuzione dei fondi. Questo rischio deve essere scongiurato e per questo chiedo una forte azione da parte di tutti livelli Politici e Istituzionali regionali e, soprattutto, l’attenzione del Governo italiano che è il principale interlocutore sull’argomento. Nel 2020 – ha aggiunto Angelucci – dobbiamo avere un Abruzzo globale capace di attrarre investimenti. Un Abruzzo certamente migliore, moderno, un Abruzzo competitivo pur nel rispetto dei valori, delle tradizioni e delle bellezze ambientali che lo contraddistinguono e lo esaltano, ad un habitat infrastrutturale e culturale favorevole ai cittadini ed alle imprese, a chi lavora a chi vuole investire”.

“L’elevata tassazione rappresenta una delle ragioni della scarsa competitività del nostro sistema Paese. Del resto, con una crisi profondamente strutturale come questa, ogni giorno che passa le nostre imprese perdono sempre più quote di mercato sullo scenario internazionale e le perdono proprio perche’ non sono competitive a causa della forte tassazione, dei costi enegetici elevati e del mercato del lavoro rigido”. E’ l’analisi tracciata dal presidente della Regione, Gianni Chiodi. Stimolato sulla questione tasse dalla relazione introduttiva del presidente regionale di Confindustria, Mauro Angelucci, ha rivendicato i meriti della sua amministrazione ricordando come l’Abruzzo sia stata “l’unica regione in Italia ad aver ridotto del 30 per cento le addizionali regionali anche alle imprese oltre che ai cittadini. Così come siamo riusciti a ridurre il debito pubblico abruzzese del 25 per cento passando da 4 miliardi di euro a 3 miliardi. Inoltre, nel 2015, quando avremo finito di pagare le rate di mutuo collegate alle cartolarizzazioni della sanità, avremo a disposizione altre risorse importanti per rilanciare lo sviluppo”. Il presidente della Regione si è poi soffermato sui dati relativi alla disoccupazione che, per la prima volta, in Abruzzo, sono stati migliori di quelli registrati dalle vicine Marche.

“Vogliamo ridurre il costo dell’energia? Se non vogliamo mettere in discussione gli accordi fatti con i produttori di energia rinnovabile, dobbiamo immaginare o di accedere ad altre fonti al posto del metano oppure dobbiamo spalmare in un tempo piu’ alto il pagamento dell’investimento sull’energia rinnovabile”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato intervenendo alla  convention  parlando dell’energia.

“Oggi, ha fatto notare il ministro, in Italia si consumano, nel momento di picco, 50 gigawatt e noi abbiamo installato 123 gigawatt, cioè abbiamo due volte e mezzo il fabbisogno che proviene in gran parte dal fossile”. E se l’energia costa cara è perché “c’è il problema delle rinnovabili che costano quasi dodici miliardi l’anno – considerato che – si pagano gli investimenti, e produciamo energia per il rimanente principalmente da metano. L’energia elettrica per le famiglie che consumano fino a tre chilowatt costa molto poco, ha aggiunto, quindi avrebbe senso investire in quella componente che riducendo il costo del lavoro mette in competizione le aziende e produce lavoro”.

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Monica Di Fabio